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    Chiara Caldi

    Psicologa Psicoterapeuta a Belluno

  • La psicoterapia secondo me

    Scrisse Georg Buchner negli anni trenta dell’Ottocento, “Ogni uomo è un abisso, vengono le vertigini a guardarci dentro”. Paura e curiosità sono tra le emozioni che muovono chi si avvicina all’analisi di se stesso. La nostra interiorità è sconfinata, un oceano del quale spesso conosciamo solo i flutti che si infrangono contro la costa. Possiamo trascorrere la nostra vita intera guardando questo mare dalla spiaggia o passeggiare nell’acqua bassa, per nulla curiosi di ciò che si può trovare più in là, dove non si tocca. Oppure possiamo essere curiosi e spaventati e interrogarci sul perché delle maree, sulla forza delle mareggiate e sul moto delle onde o ancora essere travolti da uno tsunami e voler scoprire da dove esso abbia avuto origine. Si rischia di perdersi nel proprio personale viaggio nel profondo senza l’accompagnamento di una guida esperta. Per questo, intraprendere una psicoterapia significa salire su una barca con un’altra persona (il terapeuta) ed iniziare a navigare insieme. La guida non decide la rotta ma sa come navigare e tiene il timone. Non conosce le onde una ad una, ma conosce il mare e le sue leggi. Il viaggio è faticoso: bisogna rimboccarsi le maniche e remare ma, attraversate le tempeste e superate le paure, nell’oceano si scoprono isole sconosciute, a volte nuovi continenti e si gode di una bellissima vista della terraferma.

  • Chi Sono

    Come sono diventata una psicoterapeuta

    Chiara Caldi Psicologa Psicoterapeuta a Belluno
    Nata e cresciuta a Milano, ho iniziato ad interessarmi di psicologia ai tempi del liceo. Mi sono laureata con lode all’Università-Vita Salute San Raffaele di Milano con una tesi sperimentale sulla Psicopatia in relazione all’empatia e agli stili di attaccamento, che seguiva una prima tesi di laurea sul Disturbo Narcisistico di Personalità. In seguito mi sono iscritta alla sezione A dell’Albo degli Psicologi della Lombardia ed ho intrapreso la scuola di psicoterapia psicoanalitica de Il Ruolo Terapeutico di Milano.
    In questi anni ho lavorato in diversi contesti: dapprima in comunità e centri diurni per minori, poi in gruppi appartamento per pazienti psichiatrici, al centro psico-sociale dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda e ad Attivecomeprima Onlus, la prima associazione fondata in Italia a sostegno dei pazienti oncologici, della quale sono tuttora membro del Comitato Scientifico.
    Ho inoltre avviato un’attività di libera professione, lavorando come psicoterapeuta in uno studio privato.
  • Per chi?

    La psicoterapia è un percorso che chiunque può intraprendere

    Chi è in difficoltà nella vita di coppia, famigliare, sociale o lavorativa

    Chi soffre di una patologia organica o psichiatrica

    Chi attraversa un momento difficile della propria vita
     

    Chi sente che "c'è qualcosa che non va" e vuole vederci chiaro

  • Sfatiamo alcuni miti

    I.

    LO PSICOLOGO È IL MEDICO DEI MATTI

     

     

    La definizione dello psicologo come “il medico dei matti” è spesso utilizzata da chi, sebbene si trovi in uno stato di malessere, ha forti resistenze a chiedere aiuto ad uno specialista e ne esclude la possibilità, chiamandosi fuori dalla sua area di intervento. Altrettanto spesso nasce dall’assimilazione della professione di psicologo a quella di psichiatra. Facciamo chiarezza: lo psichiatra è un medico che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali, avvalendosi, quando possibile, della somministrazione di farmaci. Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico, adeguatamente specializzato, che si occupa della cura della sofferenza psichica, che va dal modesto disadattamento o disagio personale fino alla sintomatologia grave, senza la somministrazione di farmaci. Psichiatria e psicoterapia sono due discipline complementari, che si occupano dello stesso oggetto da due prospettive differenti ed in molti casi integrabili.

     

     

    II.

    ANDARE DALLO PSICOTERAPEUTA FA STARE ANCHE PEGGIO

     

    Il dolore si ha dentro. Lo psicoterapeuta è solo colui che ci aiuta a portarlo fuori. Non ce lo instilla, non lo suscita. È un testimone discreto e colui che si offre di attraversarlo insieme a noi.

     

     

    III.

    IL MIO DOLORE È SOLO MIO E SE LO PSOCOTERAPEUTA NON C’È PASSATO NON MI PUÒ AIUTARE

     

    Il terapeuta non ha certo attraversato tutti i possibili dolori, ma questo non è realmente necessario perché possa esercitare la sua professione nel migliore dei modi. È una persona che di dolori ha avuto i suoi, che ha riconosciuto e curato le sue ferite e che è particolarmente capace di sintonizzarsi sulla sofferenza altrui (e di reggerne il peso). È proprio perché ognuno ha il suo dolore che non è possibile definire un trattamento standard, uguale per tutti, sebbene il sintomo manifesto sia lo stesso.

     

     

    IV.

    VADO DALLO PSICOLOGO CHE MI DARÀ DEI BUONI CONSIGLI

     

    Un giorno un mio maestro disse “Il mio lavoro non è dare risposte ma fare domande”. Lo psicoterpeuta non dà risposte perché non ne ha. Le risposte alle nostre domande sono dentro di noi e lo psicoterapeuta ci aiuta a trovarle, nel pieno rispetto della nostra libertà.

     

     

    V.

    LA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA È DESUETA: AL GIORNO D’OGGI POSSO RAGGIUNGERE GLI STESSI RISULTATI IN MOLTO MENO TEMPO, IN ALCUNI CASI PRENDENDO UNA PASTICCA

     

    La psicoterapia psicoanalitica va oltre la risoluzione del sintomo o dello specifico motivo di disagio, permettendo a chi intraprende questo cammino di arrivare alla sorgente stessa del dolore e ad una risoluzione radicale del malessere. I sintomi sono gli ultimi cinque minuti di un film che dura una vita: guardiamo insieme tutto il film e vediamo di scrivere insieme un bel finale.

     

     

    VI.

    LA PSICOANALISI DURA ALMENO DIECI ANNI

     

    La durata di una terapia psicoanalitica non si può stabilire a priori. È determinata da una serie interminabile di fattori ed è legata, in modo molto soggettivo, a chi intraprende questo percorso. Ognuno ha i suoi tempi; a volte bastano due sedute, a volte venti, a volte non ne bastano duecento ma spesso il tragitto è più bello ed interessante della meta.

     

     

    VII.

    LO PSICOTERAPEUTA NON PARLA MAI

     

    Ogni psicoterapeuta ha il suo stile: c’è chi pone molte domande e chi inarca appena un sopracciglio di tanto in tanto senza mai proferir parola.

     

     

    VIII.

    SE VADO DALLO PSICOTERAPEUTA MI DOVRÒ SDRAIARE SUL LETTINO

     

    Anche questo dipende dallo psicoterapeuta che si sceglie: alcuni propongono il lettino, altri solo i colloqui vis à vis, seduti su delle poltrone o su delle sedie.

     

     

    IX.

    LO PSICOLOGO CAPIRÀ TUTTO DI ME AL PRIMO SGUARDO E MI DARÀ LA SOLUZIONE

     

    Lo psicologo non è un indovino e non è l’unico a dover lavorare nella relazione terapeutica. Si lavora entrambi, mettendo ognuno il proprio 50% di responsabilità a servizio di uno scopo comune.

     

     

    X.

    FINALMENTE QUALCUNO MI DIRÀ COS’HO

     

    Sì, è vero, lo psicologo sa e può fare una diagnosi; ma a che serve? Quale beneficio si può avere dal dare un nome al proprio malessere? Il rischio di averne uno è quello di trincerarvisi dietro e di identificarvisi. Sentiamo parlare ogni giorno di “depressi”, scordandoci che dietro la depressione ci sono persone con una propria storia, un proprio mondo interiore, proprie debolezze e proprie risorse (interne ed esterne). Io sono convinta che valga la pena di conoscere in toto queste persone e la loro particolare storia senza apporre loro alcuna "etichetta".

  • Psychoanalytic Psychotherapy in Belluno

    Speaking about ourselves is not easy and doing it in a foreign language is even harder. My exposure to international environments and my fluency in English allow me to work easily with English speakers.

  • Contatti

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